Legge di Bilancio 2021: le novità previdenziali

 

E’ uscita la newsletter n. 1 di Gennaio 2021: “Legge di Bilancio 2021: le novità previdenziali”

 
La legge 30 dicembre 2020, n. 178, cd. Legge di Bilancio per il 2021, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 322 del 30-12-2020- Suppl. Ordinario n. 46) ed è entrata in vigore il 01-01-2021. 
Le novità in materia previdenziale riguardano: 

1) PROROGA OPZIONE DONNA: il comma 336 estende la possibilità di accedere a opzione donna alle lavoratrici dipendenti che abbiano maturato i  requisiti anagrafico e contributivo entro il 31/12/2020
2) PROROGA APE SOCIALE:  i commi 339-340 confermano anche per il 2021 la possibilità di richiedere l’Ape sociale. Rimangono invariati i requisiti per accedervi e le scadenze per la presentazione delle domande (31/03, 15/07 e 30/11). La proroga è valida fino al 31/12/2021. 
3) ESODATI: i commi 346-348 introducono il nono intervento di salvaguardia a favore dei cd. esodati, garantendo agli stessi l’accesso al trattamento previdenziale con i requisiti antecedenti la cd. Riforma Fornero. 
4) PART TIME VERTICALE CICLICO: il comma 350 stabilisce che, anche per i lavoratori privati al pari dei dipendenti pubblici, il periodo di durata del contratto di lavoro a tempo parziale, che prevede che la prestazione lavorativa sia concentrata in determinati periodi, è riconosciuto utile per intero ai fini del raggiungimento dei requisiti di anzianità lavorativa per l’accesso al diritto alla pensione.

5) CONTRIBUTO DI SOLIDARIETÀ’: il comma 372 dà attuazione alla sentenza n.234/2020 della Corte Costituzionale che ha ridotto da 5 a 3 anni l’ambito  temporale di operatività del contributo di solidarietà. Pertanto la decurtazione percentuale sulle cd. Pensioni d’oro sarà applicata soltanto fino al 31/12/2021. 
6) ISOPENSIONE: il comma 345 estende sino al 2023 la possibilità, per i lavoratori delle aziende private, di accedere all’isopensione in caso di eccedenze di personale e di raggiungimento dei requisiti minimi per la pensione di vecchiaia o anticipata nei 7 anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro.