Nuove disposizioni in materia di pensioni: chiarimenti dell’INPS

 

E’ uscita la newsletter n. 8 di aprile 2019: “Nuove disposizioni in materia di pensioni: chiarimenti dell’INPS”

Con Messaggio n. 1551 del 16.04.2019 l’Inps ha fornito una raccolta di risposte a quesiti formulati in merito alle disposizioni previste dal dl 4/2019 convertito con modificazioni dalla l. 26/2019.

Si segnala che l’interpretazione fornita da Inps nella risposta ai quesiti non presenta difformità rispetto alle disposizioni contenute nelle precedenti circolari e nei messaggi già emanati.

Riportiamo di seguito alcuni dei quesiti “più significativi”

1.5 e 1.6 Quota 100 e Anticipo Pensionistico

E’ stato chiarito che i soggetti beneficiari di APE SOCIALE o APE VOLONTARIA possono conseguire la pensione Quota 100. Le due prestazioni sono incompatibili pertanto, dalla decorrenza effettiva della pensione Quota 100, non potrà più essere percepito l’anticipo pensionistico (sai in caso di Ape Social che di Ape Volontaria)

1.11 Decorrenza della pensione quota 100 per i soggetti cessati (non più dipendenti al momento di presentazione della domanda di pensione)

L’art 14 del dl 4/2019, convertito con modificazioni dalla l. 26/2019, al comma 6 prevede che i dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni di cui all’art. 1, co. 2 dlgs. 165/2001  conseguano il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi sei mesi dalla data di maturazione dei requisiti mentre tutte le altre categorie di soggetti maturino il diritto alla decorrenza della pensione trascorsi tre mesi dalla maturazione dei requisiti.

Con il messaggio n. 1551 del 16 aprile l’Inps chiarisce che, al fine di individuare la decorrenza del trattamento pensionistico per i soggetti che, precedentemente alla data di presentazione della domanda, abbiano cessato l’attività lavorativa, occorre fare riferimento alla qualifica da ultimo rivestita. Cioè, il soggetto, già cessato, che abbia però da ultimo prestato servizio presso una pubblica Amministrazione, mantiene lo status di “lavoratore dipendente delle pubbliche amministrazioni”; e matura il diritto alla prima decorrenza utile trascorsi sei mesi dalla maturazione dei prescritti requisiti.

Questo regime differenziato previsto per coloro che, già cessati, abbiano prestato, come ultimo rapporto di lavoro, servizio presso una P.A, risulta, a nostro avviso, non condivisibile.
La norma stessa (co. 6 art 14 dl 4/2019 conv. con modificaz. dalla l. 26/2019) recita: Tenuto conto della specificità del rapporto di impiego nella pubblica amministrazione e dell’esigenza di garantire la continuità e il buon andamento dell’azione amministrativa […], le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 si applicano ai lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni […].
L’interpretazione sia letterale che sistematica, nonché costituzionalmente orientata, porterebbe a ritenere, visto che si parla di buon andamento della pubblica amministrazione, che questa scansione temporale delle uscite (finestra di sei mesi) valga solo per coloro che sono attualmente lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni (che abbiano cioè un rapporto ancora in essere con la pubblica amministrazione). L’art. 14 del dl 4/2019 al comma 6 prevede una norma che deroga in maniera peggiorativa rispetto alla disciplina generale ex art. 14 dl 4/2019 comma 1, e pertanto è di stretta applicazione e interpretazione.
L’interpretazione fornita da Inps a nostro avviso non solo può profilare una disparità di trattamento incostituzionale ma fa venir meno la ratio della norma stessa: garantire all’amministrazione pubblica un cuscinetto di tempo che permetta un turn over regolato.

1.14 Quota 100: maggiorazioni e rivalutazione dei periodi di lavoro

Sono applicabili, ai fini del conseguimento della pensione quota 100, tutte le disposizioni, tempo per tempo vigenti, in materia di maggiorazione dell’anzianità contributiva (ad esempio, non vedenti, invalidi in misura superiore al 74%, etc.) e rivalutazione dei periodi di lavoro (ad esempio, lavoro svolto con esposizione all’amianto, etc.) già previsti per il conseguimento della pensione anticipata.