Pensioni: firmato il verbale di accordo tra governo e sindacati

 

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E’ uscita la newsletter n. 22 di settembre 2016 su: Pensioni: firmato il verbale di accordo tra governo e sindacati


In data 28 settembre 2016, a seguito del confronto avviato in data 24 maggio 2016, Governo e Sindacati hanno firmato un verbale condiviso sugli interventi da attuare nel sistema pensionistico.
Il verbale prevede una divisione dei lavori in due fasi:

La fase 1 riguarda le misure su cui c’è stata convergenza e che verranno adottate con Legge di Bilancio:

  • Interventi di equità sociale e di sostegno alla flessibilità in uscita dal mercato del lavoro per i lavoratori con periodi contributivi in gestioni diverse, per i lavoratori precoci e per i lavori usuranti

    1. RICONGIUNZIONI 

    Il governo punta ad estendere le attuali norme previste per il cumulo dei contributi  anche alla pensione anticipata, eliminando inoltre le limitazioni  oggi previste.  Sarà  quindi possibile cumulare i contributi versati in più gestioni dei lavoratori dipendenti, autonomi, iscritti alla gestione separata e alle forme sostitutive  ed esclusive della medesima. 
     

    2. PRECOCI
    I lavoratori precoci sono coloro che hanno almeno 1 anno di contribuzione effettiva, anche non continuativa,  prima dei 19 anni di età. 
    Si prevede un intervento diretto a:
    – eliminare le penalizzazioni sul trattamento pensionistico previste dall’articolo 24, comma 10, del D.L. 201/2011 (che dovrebbero riguardare coloro che maturano il diritto a pensione dopo il 31.12.2017 e hanno un’età inferiore a 62 anni) 
    – possibilità di accesso alla pensione con 41 anni di contributi per disoccupati senza ammortizzatori sociali, disabili, occupati in attività «particolarmente gravose»

    3.USURANTI
    Nell’accordo si conviene  che è necessario introdurre  nuove e migliori condizioni di accesso alla pensione per chi svolge attività particolarmente pesanti  cd “usuranti”. Per queste particolari occupazioni è possibile andare in pensione con il sistema delle “quote”, cioè con la somma di età e contributi (questo anno la quota deve essere almeno di 97,6 con una soglia minima di 61 anni e 7 mesi e almeno 35 anni di contributi). Tali  migliori condizioni potranno tradursi ad esempio in un  anticipo degli attuali requsiti previsti, nella eliminazione degli incrementi della speranza di vita dal 2019. 

  • Interventi di flessibilità nelle scelte individuali

    APE: le lavoratrici e i lavoratori con età anagrafica pari o superiore ai 63 anni e che maturano entro 3 anni e 7 mesi il diritto a una pensione di vecchiaia d’importo (certificato dall’INPS) non inferiore a un certo limite potranno accedere su base volontaria a un nuovo strumento finanziario, denominato Anticipo Pensionistico 

    1. APE VOLONTARIA
    L’APE è richiesta all’INPS ed è finanziata da un prestito bancario, assicurato. L’APE è esente da imposte ed è erogata mensilmente per 12 mensilità. La restituzione del prestito avviene con rimborso ventennale che scatta con la pensione ordinaria.Varrà per tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati e per gli autonomi . Per chi sceglie di anticipare l’uscita, l’onere è a suo carico 

    2. APE AGEVOLATA
    L’Ape social è l’anticipo pensionistico a “costo zero” . Attraverso un bonus fiscale si dovrebbe annullare il costo dell’ammortamento del prestito per l’uscita anticipata, evitando che possa gravare sull’assegno . Sarà garantita a categorie di lavoratori svantaggiate individuate utilizzando una serie di requisiti.

    3. APE AZIENDALE
    L’accesso all’Ape per lavoratori coinvolti in ristrutturazioni  aziendali, verrà finanziata (in tutto o in parte) dal datore di lavoro. Le aziende potrebbero utilizzare il contributo oggi destinato all’indennità di mobilità . I tecnici hanno elaborato diverse ipotesi.

    4. RITA
    Il  Governo si impegna  a  rivedere le norme e la fiscalità della Previdenza Integrativa per aumentare l’utilizzo di tale strumento, anche affinché il lavoratore che ha maturato un “certo montante contributivo”,  possa accedere ad una rendita temporanea anticipata (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata – RITA)  per il periodo che manca alla maturazione del diritto a pensione. 


  • Interventi per sostenere i redditi medio-bassi da pensione

    1. NO TAX AREA 

    Per incrementare il potere d’acquisto dei pensionati meno abbienti il governo punta su un allargamento del bacino della no tax area (oggi vi rientrano i pensionati under 75 e con reddito fino a 7.750 euro e quelli più anziani con assegni annuali non superiori a 8000 euro), aumentare la detrazione di imposta per tutti i pensionati significherebbe uniformare la loro no tax area a quella dei lavoratori dipendenti (8.125 euro). 

    2. QUATTORDICESIMA 

    La “quattordicesima” riguarda soggetti con più di 64 anni che hanno un reddito inferiore a una determinata soglia, per il 2016, il reddito annuale di riferimento è pari a  9.786,86 euro lordi (1,5 volte il trattamento minimo) e l’importo della quattordicesima oscilla tra 336 e 504 euro in base agli anni di contributi che si sono versati. In manovra verrà aumentato sia l’importo del reddito di riferimento (due volte il minimo), estendendo così la platea ad altri 1,2 mln di beneficiari, sia il valore (in media del 30%) delle quattordicesime “in essere” (2,1 miloni di pensionati)

La fase 2 riguarda temi sui quali Governo e Sindacati si impegnano a proseguire il confronto per la definizione di ulteriori misure di riforma del sistema di calcolo contributivo, per renderlo più equo e flessibile, per affrontare il tema dell’adeguatezza delle pensioni dei giovani lavoratori con redditi bassi e discontinui, per favorire lo sviluppo del risparmio nella previdenza integrativa, mantenendo la sostenibilità finanziaria e il corretto rapporto tra generazioni insiti nel metodo contributivo

Leggi il verbale del 28 settembre 2016