Valutazione ai fini previdenziali del servizio civile

per quanto riguarda la tutela previdenziale dei volontari in servizio civile, occorre innanzitutto distinguere il periodo temporale nel quale il suddetto servizio è stato svolto.

Per coloro che hanno prestato servizio civile fino al 31.12.2005, il servizio è riconosciuto ai fini previdenziali nei limiti e con le modalità con le quali il legislatore riconosce il servizio militare obbligatorio. Per l’INPS si procede all’accredito figurativo, mentre per l’INPDAP si richiede il computo gratuito ai sensi dell’art. 1 della Legge 274 del 1991.

A seguito della sospensione definitiva al 31.12.2005 del servizio militare obbligatorio, il D. Lgs 77/02 ha disposto che a decorrere dal 1 gennaio 2006 lo svolgimento del servizio civile avvenga esclusivamente su base volontaria.

Una disposizione della Agenzia delle Entrate (circolare n. 24 del 10/06/2004) ha chiarito che i compensi percepiti dai volontari devono essere considerati redditi di “collaborazione coordinata e continuativa”. Ne consegue che a decorrere dal 1.1.2006 e fino al 31.12.2008 i Volontari del Servizio Civile devono essere iscritti alla Gestione Separata istituita presso l’INPS ai sensi dell’art. 2, comma 26 della Legge 336/95.

I contributi, per espressa disposizione legislativa, sono a totale carico del Fondo Nazionale per il Servizio civile.

Il DL 185/2008 convertito in Legge 28 gennaio 2009 n. 2 (art. 4 comma 2) ha previsto che dal 1.1.2009 cessa qualunque obbligo contributivo per il Fondo nazionale del servizio Civile. Il periodo successivo al 2009 potrà essere valutato ai fini pensionistici solo mediante riscatto oneroso a carico del richiedente (cfr. msg INPS n. 14174 del 23/6/2009 e Nota operativa INPDAP n. 24 del 7/5/2009).